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La Pastorale Giovanile della Diocesi di Chioggia, nella missione di cura e accompagnamento dei più giovani, integra nuovi strumenti per rispondere al suo prezioso compito. Sebbene tutti, infatti, abbiano vissuto la stagione della giovinezza e alcuni strumenti e strategie abbiano fatto bene in passato, oggi questi potrebbero non portare gli stessi effetti. I fattori in gioco sono molti e diversissimi, siamo di fronte a una situazione complessa. Si tratta di una questione che non possiamo affrontare con programmi predefiniti, ma agendo sul campo, osservandone i risultati e riadattando l’azione alla risposta ricevuta.

I giovani devono vivere nel mondo, non si può mettere loro dei paraocchi, ma crediamo fermamente alla grande opportunità che il condividere del tempo guidati nella Fede possa dare l’occasione di incontrare il Signore e in Lui scoprire la vera gioia. La diminuzione, poi, della presenza di questa fascia d’età nelle nostre chiese e negli ambienti ecclesiali non è un fenomeno che riguarda solamente la Chiesa di Chioggia. Di conseguenza, consci che l’unione fa la forza, è ripartito un progetto della Diocesi di Vicenza che, per il triennio 2026-29, ha assunto una dimensione interdiocesana, coinvolgendo i territori di Vicenza, Padova, Verona e Chioggia, grazie al contributo di Fondazione di Comunità Vicentina e BCC Veneta.
Il progetto “Animatori di Comunità” intende soccorrere proprio questa esigenza, attraverso un’azione improntata radicalmente al principio di sussidiarietà. Al centro, infatti, ci sono dei giovani, che sono stati incaricati di promuovere attività e di coordinarle all’interno delle comunità cristiane destinatarie, favorendo l’aggregazione e la costituzione di ambienti per arginare la dispersione che negli ultimi anni si è rilevata (e tuttora si rileva) al termine dell’iniziazione cristiana. La nostra Diocesi, in particolare, ha aderito a due bandi, uno per la Comunità Cristiana Sinodale Buon Pastore-Spirito Santo e uno per la CCS Beata Vergine della Navicella-San Michele Arcangelo. Il progetto, avviato nel mese di giugno 2026, ha concluso la prima fase di analisi dei bisogni e di progettazione, sondando nel tempo dell’estate e delle prime settimane dell’anno scolastico le richieste dei ragazzi e delle loro famiglie, mettendole in relazione con quanto già le comunità offrono e la varietà di elementi di novità che i tempi suggerirebbero.

Davvero preziosa è la rete che le due Comunità Cristiane Sinodali direttamente coinvolte possono costituire con le restanti comunità diocesane e con le altre diocesi aderenti al progetto, soprattutto nell’area della formazione. A questo proposito, sabato 10 ottobre 2026 si è tenuta una prima giornata di formazione presso il Centro Diocesano “Mons. A. Onisto” di Vicenza con l’intervento del Prof. Alessandro Cravera, dal titolo “Allenarsi alla complessità”. Alla proposta hanno partecipato anche i due animatori di comunità della Diocesi di Chioggia, Jacopo Delvecchio e Simone Gazzignato. Il tema è stato il perfetto esordio per “educare lo sguardo” ad affrontare le sfide di un problema non lineare, come è l’educazione, e per riconoscere e incarnare alcuni elementi dell’atteggiamento di leadership richiesto per collaborare allineati ma autonomi, essenziale affinché una comunità non sia viziata dal pericolo dell’autoreferenzialità, che rischierebbe di vanificare ogni sforzo. È stata una proposta che, oltre a un momento frontale, ha previsto anche un’esperienza “immersiva”: il thriller interattivo “The Cage”.

Come Chiesa, insomma, non può bastarci il vedere persone che stanno assieme, perché il parametro che ci ha lasciato Gesù ci chiede di più, cioè che assieme, come figli di Dio, ci amiamo: “[…] Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri” (Gv 13, 34-35). Per adempiere al Comandamento, però, dobbiamo lasciarci amare. Lasciamo al Signore decidere chi porre al nostro fianco nel cammino, chi ci ha già fatto incontrare e chi verrà. Infatti, le comunità cristiane – come ci ha insegnato San Paolo – non sono agglomerati omogenei ma corpo con membra diverse dalla pari dignità. Così, scelti dal Signore, uniti per Lui mediante questo Provvidenziale progetto, lo stare assieme dei giovani non è l’occasione per un “indottrinamento” ma per innamorarsi del Signore nelle sfide che la fraternità porgerà, nel concreto delle loro vite, e che con l’azione della Grazia sempre più profumerà di Vangelo.

 

Simone Gazzignato
Animatore di Comunità per la Diocesi di Chioggia e
membro del Centro Diocesano Vocazioni