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Il percorso verso la Giornata Mondiale della Gioventù di Seul 2027 è iniziato. Il prossimo appuntamento mondiale dei giovani si terrà nella capitale della Corea del Sud dal 3 all’8 agosto 2027, ma l’avvio dell’esperienza è già qui e ora. La pubblicazione del sussidio realizzato dal SNPG (Servizio Nazionale della Pastorale Giovanile) della CEI, intitolato «Coraggio, io ho vinto il mondo» (Gv 16, 33), rappresenta infatti una delle prime tappe del cammino della Chiesa verso Seul 2027. Un percorso pensato per i giovani, gli accompagnatori, gli educatori, i catechisti e, più in generale, le comunità ecclesiali, con un pensiero di fondo: la GMG non è una semplice esperienza estiva o un evento isolato, ma un pellegrinaggio interiore che inizia prima del viaggio e che interpella tanto chi partirà per l’Asia orientale quanto chi vivrà l’esperienza nella propria realtà.

GMG Seul 2027 (Tor Vergata 2025)

Giovani in preghiera, Giubileo dei Giovani, Tor Vergata, Roma, 2 agosto 2025. (Ph. Daniele Boscarato)

Un itinerario in quattro parole chiave: verità, amore, pace e coraggio
Il testo del sussidio propone un percorso articolato attorno a quattro parole chiave, associate ad alcuni dei volti del Vangelo di Giovanni:

  1. Verità («Hai detto il vero» Gv 4, 1-42): un invito – quello incarnato dal volto della donna samaritana al pozzo – a riconoscere di cosa si abbia davvero “sete” e a lasciarsi guardare senza giudizio, osando porre le domande più vere per la propria vita;
  2. Amore («Mi ami tu?» Gv 21, 1-19): la certezza che l’amore di Dio, per l’apostolo Pietro e per tutti noi, non si misura dalle prestazioni, ma abita e ripara il luogo dei nostri fallimenti, i punti dove ci siamo spezzati;
  3. Pace («Pace a voi» Gv 20, 19-23): la presenza di Gesù – come per i discepoli nel cenacolo – precede e supera le “porte chiuse” della paura e dell’isolamento, portando non l’assenza del dolore passato ma la possibilità che le proprie ferite diventino il luogo in cui si è davvero riconosciuti;
  4. Coraggio («Abbiate coraggio» Gv 16, 29-33): l’atteggiamento che nasce dalla consapevolezza di un fatto compiuto, di chi sa di muoversi su un terreno non da conquistare, ma già attraversato e salvato.

Perché la Corea del Sud e perché la GMG parla ai giovani di oggi?
La scelta della Corea del Sud come meta è affascinante. Il paese asiatico rappresenta non soltanto una destinazione quasi idealizzata nell’immaginario collettivo ma anche uno specchio delle contraddizioni contemporanee, che incidono fortemente sulla vita dei giovani di tutto il mondo: da un lato l’iper-velocità, l’ansia da prestazione e la solitudine sociale; dall’altro la ricerca profonda di cura, relazione autentica e riconciliazione. Inoltre, la storia della Chiesa cattolica coreana è un’esperienza estremamente originale: è nata 240 anni fa senza missionari stranieri, mossa unicamente dall’iniziativa di un gruppo di giovani studiosi che hanno trovato dei libri cristiani e ne hanno riconosciuto la verità.
In un tempo in cui ragazze e ragazzi si trovano spesso ad affrontare la pressione del futuro, il timore di sbagliare o l’incertezza delle proprie scelte, la proposta della GMG offre:

  • uno spazio d’ascolto senza giudizio: la possibilità di esprimere domande scomode, dubbi e fragilità;
  • la forza della comunità: l’esperienza di non essere soli nei propri passi, riscoprendo la bellezza del camminare insieme tra pari e con educatori capaci di restare al proprio fianco;
  • una speranza concreta: il coraggio non inteso come sforzo eroico individuale o assenza di paura, ma come un dono da accogliere.
GMG Seul 2027 (Seul)

Uno scorcio della città di Seul, sede della GMG 2027. (Ph. Canva)

Il cammino della Diocesi di Chioggia
Nei prossimi mesi, i giovani pellegrini della Diocesi di Chioggia – accompagnati da don Giovanni Vianello, responsabile diocesano della Pastorale Giovanile e Vocazionale – vivranno alcuni momenti di formazione e di preparazione all’esperienza. Ma anche gruppi delle Comunità cristiane sinodali, associazioni e realtà giovanili del territorio sono invitati a utilizzare le schede e le tracce di preghiera contenute nel sussidio.
«Qui – sottolinea don Riccardo Pincerato, responsabile del SNPG, in apertura del sito ufficiale italiano dedicato alla GMG – [ciascuno può trovare] materiali, tappe, informazioni, ma soprattutto la conferma di appartenere a un cammino più grande della propria diocesi o del proprio gruppo. Il percorso verso Seul è lungo e passa dalla vita di ogni giorno: avere un luogo dove ritrovarsi e sentirsi sostenuti fa la differenza tra un viaggio da preparare e una comunità che si prepara insieme».

 

Daniele Boscarato
Membro del Centro Diocesano Vocazioni

Si è svolta venerdì scorso, 13 maggio (commemorazione dell’Apparizione della Beata Vergine Maria a Lucia, Francesco e Giacinta a Fatima), presso il Duomo di San Mauro di Cavarzere, la Veglia Diocesana di Preghiera per le Vocazioni, organizzata dal Centro Diocesano Vocazioni e presieduta dal Vescovo Giampaolo.

La Veglia, sulla scia di quanto proposto dall’Ufficio Nazionale per la Pastorale delle Vocazioni, ha avuto come tema principale “Fare la storia” e come testimone speciale proprio il nostro Vescovo, alla sua prima presenza a questo particolare momento di preghiera nella nostra Diocesi, che, forte dei molti anni trascorsi come accompagnatore dei seminaristi della Diocesi di Padova, ha portato la sua esperienza personale e condivisa di vocazione.

Parlando di vocazione molti ne vedono il compimento del progetto di Dio sulla vita di ognuno di noi. Il Vescovo, però ha preferito usare un termine diverso: la vocazione altro non è la ricerca, da parte dell’uomo, del sogno che Dio ha per ognuno. È Dio che ci chiama a scoprire e a vivere con lui ciò che egli sogna per noi e per la nostra felicità. Il nostro, infatti, non è un Dio che impone programmi o progetti che egli ha ideato. Il nostro Dio è un Dio che prende ognuno per mano e lo chiama alla ricerca della felicità piena e vera, sia essa nel ministero ordinato, in una speciale consacrazione o nella vita matrimoniale. Ogni vocazione, infatti, non si fa da sola, non si fa senza che ciascuno di noi ci abbia messo del proprio, poiché Dio ci ha voluto nella storia non come spettatori ma come protagonisti, cooperatori della sua opera perché possiamo dirla anche nostra.

Parlando poi di chiamata, il vescovo Giampaolo ha ripercorso quelle che sono le fondamentali chiamate dell’esistenza umana. La prima è la chiamata alla vita, prima e più grande vocazione, per la quale dobbiamo saper ricercare il modo di spendere al meglio l’immenso dono che abbiamo ricevuto. La seconda è la chiamata alla fede cristiana, ricevuta mediante il sacramento del Battesimo, dalla quale poi scaturiscono le altre grandi chiamate dell’uomo. La vocazione coniugale, per la quale gli sposi sono chiamati a essere nella Chiesa e nel mondo testimoni del dono della vita e dell’amore che hanno celebrato. E infine tutte quelle chiamate di speciale consacrazione a Dio, da quella alla vita virginale, passando per quella alla consacrazione particolare e arrivando fino al dono totale della propria vita per gli altri nel ministero ordinato, a imitazione di Gesù Cristo.

Proprio in riferimento al tema principale della Veglia, il Vescovo Giampaolo ha evidenziato come la chiamata all’ordine presbiterale sia appieno un modo per “fare la storia”. La vocazione al sacerdozio, infatti, si inserisce nella storia di chi riceve questa speciale chiamata e diviene una via per fare una storia nuova, dove la volontà del Signore – amare – si fa, nel senso transitivo del verbo fare. Nella vita di un prete, infatti, la volontà di Dio, dapprima in via di realizzazione, cresce e matura all’interno di una comunità che non deve mai smettere di pregare il Padrone della messe perché mandi nuovi operai alla sua messe e perché mantenga santi e ferventi nella fede quelli che hanno già intrapreso questo cammino.

Al termine della veglia, dopo aver ringraziato il coro di Ca’ Bianca che ha animato questo intenso momento di preghiera assieme al suono della cetra di alcune suore del Santo Volto e tutti i numerosi fedeli partecipanti, don Giovanni VianelloDirettore dell’Ufficio Diocesano Vocazioni – ha ricordato i prossimi appuntamenti per i gruppi vocazionali della nostra Diocesi e, in particolare, il campo estivo nei luoghi di Santa Caterina da Siena e degli altri testimoni di fede delle terre toscane.

Daniele Mozzato
Centro Diocesano Vocazioni