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Mercoledì 18 marzo, l’Oratorio della Navicella si è riempito di energia e di volti giovani per il primo dei quattro incontri del Corso Animatori diocesano. L’iniziativa, promossa con cura dalla Pastorale Giovanile e curata da una equipe apposita, è ormai un punto di riferimento per le ragazze e i ragazzi a partire dai tredici anni, che desiderano prepararsi al meglio per l’animazione estiva nelle proprie comunità. Circa centocinquanta giovani, accompagnati dai loro educatori, si sono ritrovati insieme per condividere non solo un percorso formativo, ma anche la bellezza di sentirsi parte di una realtà diocesana ampia e vivace.

Giunto alla sua terza edizione e inserito all’interno del calendario diocesano già a partire dallo scorso settembre, questo percorso non vuole sostituirsi al prezioso lavoro che ogni parrocchia svolge quotidianamente. Al contrario, nasce per affiancarlo, offrendo nuovi spunti di riflessione capaci di trasformare lo sguardo e il cuore di chi sceglie di mettersi al servizio dei più piccoli.
L’obiettivo profondo è quello di far maturare nelle ragazze e nei ragazzi la consapevolezza che l’animatore cristiano non agisce per un semplice svago personale o per stare con gli amici: lo fa a nome di una comunità intera, che gli affida i suoi figli più piccoli, e lo fa su mandato del Vescovo, che chiede loro cura, responsabilità e maturità. In ogni bambino accolto e in ogni gioco condiviso, l’animatore è chiamato a riconoscere il volto di Gesù, trasformando il servizio in un autentico incontro di fede.

Il cammino di preparazione proseguirà con entusiasmo nelle prossime settimane: ci ritroveremo nuovamente alla Navicella mercoledì 15 aprile, per poi spostarci a Rosolina mercoledì 13 maggio. Il culmine di questo percorso formativo sarà lunedì 8 giugno, quando ci riuniremo in Cattedrale per ricevere ufficialmente il mandato dalle mani del Vescovo, un momento solenne che segnerà l’inizio ufficiale delle attività estive.
Infine, per celebrare insieme la gioia del servizio nel cuore dell’estate, il 7 luglio vivremo una serata di festa e gioco presso l’Oratorio Salesiano di Chioggia, un’occasione per ricaricare le energie e festeggiare il dono di essere, insieme, testimoni di gioia per i più piccoli.

 

Don Giovanni Vianello
Delegato diocesano per la Pastorale Giovanile e Vocazionale

Collage Articolo Corso Animatori #1

 

L’esperienza del campo vocazionale a Limone sul Garda è stata intensa e umanamente coinvolgente. Sono stati giorni di scoperta della vocazione, vissuta non semplicemente come una scelta da compiere, ma come il riconoscimento di una chiamata che nasce da un incontro: Lui che irrompe nella vita e la cambia.

Il punto di partenza è stato l’esempio di San Daniele Comboni, testimone di una vita totalmente spesa per Cristo e per l’uomo. In lui, le ragazze e i ragazzi hanno potuto toccare con mano cosa significhi seguire una presenza che rende l’esistenza compiuta. Ogni gesto, ogni passo della sua vita missionaria è apparso come risposta a un’appartenenza più grande, a un disegno che prende forma nella realtà concreta.
Immersi nella bellezza della natura – che si è rivelata segno tangibile del Mistero – sono stati provocati a interrogarsi sul significato della propria vita come dono ricevuto e hanno intuito che Dio ha un disegno per ciascuno, che si manifesta nella realtà, nei volti e nelle circostanze, se vissute con uno sguardo attento e aperto.

Le testimonianze ascoltate durante il campo sono diventate per tutti un’occasione di verifica personale: la vita, in tutte le sue sfumature, si è svelata come luogo dove Dio si fa presente, e dove il cuore dell’uomo si risveglia alla gratitudine. Molti tra i giovanissimi partecipanti, infatti, hanno parlato di una pace nuova, di una riconciliazione profonda con la realtà, di un’unità ritrovata dentro la frammentarietà quotidiana. Tutto – la natura, l’amicizia, la condivisione – è stato percepito come segno di una Presenza che dà voce al desiderio più autentico del cuore.

Uno degli aspetti più significativi dell’esperienza è stato il rapporto con gli altri, il senso di comunione che si è generato tra le persone presenti: la vocazione non è un percorso individuale, ma si scopre in chi vive con serietà la stessa domanda e lo stesso cammino. Questa unità vissuta ha aperto uno sguardo nuovo sul futuro: più fiducioso, più libero, più pieno di speranza.

Alla fine del campo, le ragazze e i ragazzi sono tornati a casa cambiati: più consapevoli di sé, più desiderosi di vivere con autenticità ogni istante, più certi che ogni frammento di vita quotidiana può essere segno e occasione di un incontro con Cristo. La vocazione, così, non è un peso o un compito da risolvere, ma una strada di libertà, una risposta alla chiamata di Dio che continua a provocare il cuore dell’uomo.

 

Irene Veronese
Membro del Centro Diocesano Vocazioni

Campo Vocazionale 20251

Estate in chiamata!

La Pastorale Vocazionale, per i prossimi mesi, propone alcune iniziative per continuare il cammino di fede di ragazzi/e del gruppo “Il Sicomoro” e non solo. L’itinerario estivo vuole essere un’occasione per fare esperienza assieme tra ragazzi e con gli educatori. Durante il mese di luglio, in particolare, la proposta che si andrà a fare sarà la seguente: i ragazzi più grandi del gruppo vocazionale si … Continua a leggere Estate in chiamata! »